Shenzhen Cina, tra curiosità e follia.

Shenzhen cronache di un’italiana in Cina.

Come si vive a Shenzhen? Qui in Cina tutto è così diverso, d’altrocanto me lo aspettavo, non potevo mica pensare che un’italiana potesse trovare usi e costumi della sua città.

Ho viaggiato molto nella mia vita ed ho vissuto in posti come Dubai e Malta, quindi conosco la parola adattamento alle culture differenti, ma qui a Shenzhen è tutto così strano.

Quando dico strano è perché trovo cose veramente surreali e così lontane dalle nostre usanze. Vivendo e lavorando a stretto contatto con i cinesi ho imparato a conoscerli, a capirli ed interpretarli e credetemi se vi dico che non è facile, a partire dalla lingua, comunicazione, che purtroppo qui è veramente difficile.

Molti cinesi non parlano inglese, fortunatamente sul luogo di lavoro si, ma se vado in negozi o botteghe devo comunicar a gesti, come farebbe un bambino che non sa parlare bene. Anche questa è Shenzhen, ma in molte parti della Cina purtroppo è cosí.

Ed ora passiamo alle curiosità o stranezze, comunque le voliate chiamare. Shenzhen è la capitale delle cose strane, la maggior parte dei cinesi che vivono qui non è nato in questa città, ossia restano solo per lavorare, nativi di altre regioni della Cina che loro chiamano Home Town ed appena c’è qualche festività scappano in massa per ritornare al paese di origine.

Quindi immaginatevi Shenzhen durante il capodanno cinese (festa della primavera) o in qualsiasi altra festività. Sembra di essere a Milano in Agosto, quando la città si svuota.

Troppe, molte le cose a me ancora incomprensibili. Come quella che soffiarsi il naso con il fazzoletto per loro è maleducato. In Cina è di buon costume sputare, tirare su con il naso e svuotare il contenuto nelle sputacchiere o se non ci sono riversare il tutto per terra. Ebbene si, anche a Shenzhen questo capita, che tu sia in attesa dell’ascensore, in qualche hall di albergo, per strada o addirittura nei ristoranti, dove i tovaglioli sono usati proprio per questo scopo. Lo so disgustoso.

Visto che siamo in tema ristoranti, parliamo della buona abitudine da italiana che mi hanno insegnato fin da bambina: “ricorda che è la forchetta che va alla bocca e non la bocca alla forchetta”. I cinesi mangiano praticamente con la testa nel piatto, usando le bacchette ed hanno l’abitudine di risucchiare il cibo, che siano noodles o pezzi di carne poco importa. Mangiare con la bocca aperta, o parlare mentre si mangia, dimentichiamoci queste regole di bon ton, qui a Shenzhen non esiste.

Se vuoi mangiare a Shenzhen ricorda: non andare a vedere ciò che accade in cucina, non è un bello spettacolo. Il livello di pulizia ed igiene è ben inferiore allo standard europeo. Ma qui mi fermo, non vorrei toccare la vostra parte sensibile.

C’è una bella differenza tra fare i turisti in Cina e vivere in Cina. Lo sto provando io sulla mia pelle qui a Shenzhen. Ma non posso dirvi che tutto è negativo. Ci sono aspetti positivi che però ora non vi racconterò perché voglio proprio soffermarmi su queste curiosità che pochi conoscono.

In fondo la conoscenza e la scoperta sta proprio in questo, non potrò mai dire che non ho vissuto come una cinese. Parliamo anche dei miei colleghi di lavoro. Molti sono gentili e cordiali, spesso si esce insieme per una birra o per una cena. Ma non aspettatevi grandi conversazioni. La maggior parte dei cinesi passa il tempo seduto al tavolo guardando il telefono, usando WeChat o giocando con qualche App.

Scusate ma non era maleducato stare al telefono quando si è a tavola con altra gente? Dimentichiamoci anche questo, a Shenzhen c’è poca comunicazione e dialogo e quando gliel’ho fatto notare ad un mio collega con una domanda “ma perché state al telefono?” La risposta è stata: “consumo meno energie così che a parlare”. Ok, archiviamo anche questo, dovrò abituarmi anche io a sta cosa.

In questo periodo a Shenzhen c’è ancora molto caldo ed umidità, il problema ora sono le piogge, che loro chiamano Typhoon per via dell’impatto aggressivo con cui arrivano, allagamenti e cose spazzate via dal vento. Per questo devo dire che sono molto organizzati, addirittura viene emanata un allerta dal governo giorni prima, dove obbligano tutti a stare a casa dal lavoro, da scuola ecc.

Ovviamente quando si vede che la pioggia sta per cessare si esce. È mia abitudine e penso di molti che durante la pioggia ci si indossi stivali, Dr. Martens o per lo meno scarpe chiuse per evitare di bagnarsi i piedi e stare tutto il giorno con questo fastidio. Per i cinesi è molto più easy. Infilano infradito o flip flop e via, i pedi si bagnano si, ma poi con le ciabatte presto si asciugano. Ora immaginate una pioggia torrenziale, che qui a Shenzhen spazza via ogni genere di cosa e camminare, praticamente a piedi nudi, in 5 cm di acqua sporca, ecco a questo propio non mi abituerò mai.

Ed ora la chicca tra le chicche. Io abito in un palazzo, 33esimo piano. Una vista spettacolare su Shenzhen, ma se soffrite di vertigini… Non conosco il vicinato, immaginate quante persone vivono nel mio palazzo. L’altra sera, mentre cercavo di collegarmi al VPN per guardare i social italiani (cosa impossibile se non si possiedono dei VPN) sento urlare, ridere e fare un po’ troppo casino dalla porta accanto al mio pianerottolo.

Invito il mio collega italiano, con cui condivido la casa, a vedere cosa succede, che se non smettono di far casino qua non si dorme. Appena apriamo la porta anche i miei vicini la aprono ed, evidentemente su di giri, ci invitano ad entrare a casa loro per una birra. Ecco immaginate la scena, noi quasi in pigiama, che ci troviamo di fronte due cinesi, un po’ alticci che a modi gesti ci invitano a bere con loro. Ma perché no, in fondo é maleducato declinare un invito.

Una serata fuori dal comune, cercando di relazionare con questi due simpatici e bizzarri cinesi, che nonostante non parlassero inglese cercavano a modi Bruce Lee di raccontarci le loro storie. Noi abbiamo bevuto una birra ma dalle lattine vuote credo che i due avessero bevuto molto di più. Penso che da quando sono arrivata qui non mi sia divertita così tanto, primo perché era una scena quasi surreale e secondo perché i due cinesi erano veramente fuori dall’ordinario.

Non ho voluto apposta raccontarvi cosa fare e vedere a Shenzhen, questo lo farò in seguito. Prima ho voluto mettere delle basi per far conoscere ciò che sto imparando, stando a stretto contatto con loro e vivendo questa esperienza che per molti può essere dura, lo è anche per me, ma che ha un valore ed un’importanza elevato se si pensa che conoscere culture differenti vuol dire proprio questo.

Io rispetto, non condivido, alcune delle usanze cinesi, ma non essendo a casa mia non pretendo che facciano ciò che penso io. A Shenzhen sono un’ospite e per tanto rispetto i loro modi, talvolta chiudo gli occhi. Piuttosto condivido con amici, parenti e tutti voi la mia esperienza ed anzi mi piacerebbe sapere voi che ne pensate?

 

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3 thoughts on “Shenzhen Cina, tra curiosità e follia.

  1. Sono stato in Cina tanti anni fa, anche se da turista, come dici giustamente tu, è tutta un’altra cosa. Cultura diversa (non migliore nè peggiore, ma solo diversa) anni luce rispettio alla nostra. Ricordo ancora con simpatia il cinese che, nel bagno della hall dell’albergo, ti porgeva con gli inchini l’asciugamano in spugna dopo che avevi lavato le mani. Oppure le brodaglie servite a cena di cui nessuno era in grado di descriverne il contenuto (ero l’unico del gruppo che ha accetato la sfida di assaggiarle. Non erano neppure male). O l’inglese parlato peggio di quanto possa fare io con il mio pessimo inglese. Vivere in Cina però, un paese dalla cultura millenaria, deve essere una magnifica esperienza. Buon lavoro e buon divertimento!

  2. Ah, come ti capisco! Molte cose le ho vissute in Taiwan (ciabatte con la pioggia, gente che sputa a terra ma ti guarda storta se ti soffi il naso, rumori e rutti molesti a tavola). Non so se a Shenzhen hai mai provato quest’esperienza mistica, ma a me sono capitati ristorantini sperduti dove non avevano acqua fredda da bere ma solo bollente o temperatura ambiente. Con 35° gradi e il 99% di umidità. Una delle cose che più mi sconvolse delle abitudini cinesi!
    Non vedo l’ora di leggere altre avventure cinesi (e i vicini ubriachi sono bellissimi!!!)

    1. Oggi Daniela non riesce a collegarsi, anche questa è la Cina. So che anche a Shenzhen non esiste acqua fredda nei ristoranti, quasi tutti bevono tè.
      Se vuoi qualcosa di fresco non ti resta che bere una birra locale. Penso che queste abitudini siano diffuse in maggior parte dell’Asia ma non concepisco mangiare con uno che sputa, non ce la farei 😬

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