Scoprire Mantova in una giornata.

Mantova, museo urbano diffuso, é una bellissima città tutta da scoprire: io l’ho fatto per voi! Essa si trova nella regione Lombardia, vicina al confine con le regioni Veneto ed Emilia-Romagna.

Nel 2016, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha insignito Mantova del titolo di Capitale italiana della cultura; insomma, una città così piccola, ma così tanto da offrire!

Abbiamo parcheggiato l’auto presso il parcheggio Campo Canoa, un ampio spazio sorvegliato a 10 minuti dal centro. Recentemente la ASTER, Agenzia Servizi al Territorio (azienda di servizi per la sosta e la mobilità del Comune di Mantova), hanno istituito un servizio bus navetta per collegare l’area di sosta del Campo Canoa con il centro storico.

Dalle 7 alle 21, tutti i giorni, festivi compresi, un minibus da nove posti farà la spola tra il parcheggio e piazza Sordello per trasportare turisti e visitatori. I viaggi di andata e ritorno saranno gratuiti e verranno effettuati da un unico mezzo che andrà avanti e indietro. I tempi di attesa per i passeggeri, problemi di traffico a parte, dovrebbero aggirarsi sui dieci minuti.

Arrivati dunque in piazza Sordello, iniziamo ad aggirarci presso questa magnifica città, iniziando con la Cattedrale di San Pietro Apostolononché il principale luogo di culto della città di Mantova (anche chiamato Duomo).

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Il Duomo visto da fuori

Proseguendo il giro verso le vie tipiche della città, tra il mercato e il profumo di Sbrisolona che fuoriesce dalle pasticcerie, ci dirigiamo verso la Basilica di Sant’Andrea, ovvero la più grande chiesa di Mantova, opera di Leon Battista Alberti.

Nella cripta si conservano due reliquiari con terra intrisa di sangue di Cristo, che avrebbe portato il soldato romano Longino.

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Per pranzo decidiamo di fare un picnic presso gli argini del Mincio, precisamente presso il lungolago di mezzo, giusto di fronte al Castello di San Giorgio.

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Spiazzo fuori dal Castello

Si tratta di un bellissimo spiazzo verde che si affaccia sul fiume, dove è possibile fare grigliate, picnic, offrendo anche aree ristoro, traghetti per navigare il Mincio e una bellissima vista.

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Dopo aver mangiato ed esserci rilassati un po’, decidiamo dunque di dirigerci presso Palazzo Te, villa degli ozi e degli svaghi, progettato dal 1525 al 1535 da Giulio Romano allievo di Raffaello, per Federico II Gonzaga, figlio di Isabella D’Este e di Francesco II Gonzaga.

Il palazzo è costituito da svariate stanze, tutte rappresentate da temi differenti. Ecco le più belle e famose (secondo il mio parere):

Sala dei giganti: l’affresco della Caduta dei Giganti fu dipinto fra il 1532 e il 1535 ricoprendo la sala dalle pareti al soffitto con l’illusionistica rappresentazione della battaglia tra i Giganti che tentano di salire all’Olimpo e Zeus.

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Sala grande dei cavalli: con i ritratti in grandezza naturale dei sei destrieri preferiti dei Gonzaga era la sala destinata al ballo.

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Sala di Amore e Psiche: è la sala da pranzo del duca. Interamente affrescata, ogni parete raffigura lussuriosa la mitologica storia di Psiche.

 

Sala delle aquile: camera da letto di Federico ornata al centro della volta con l’affresco della caduta di Fetonte dal carro del sole, rappresentando soprattutto affreschi di favole pagane.

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Intorno al palazzo si estendono svariati cortili e giardini, i quali abbelliscono ancor di più la magnificenza della residenza.

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Per tutte le informazioni riguardo a visite guidate, orari di apertura, costo dei biglietti e molto altro, vi consiglio di visitare il sito ufficiale di Palazzo Te.

Vi consiglio di spendere una giornata a Mantova, in quanto pur essendo piccola e graziosa, ha molto da offrire a livelli di arte, cultura, cibo e attività.

Stay tuned per la mia prossima meta!

Daniela

 


2 thoughts on “Scoprire Mantova in una giornata.

  1. La provincia italiana è sempre piena di sorprese. Rimasi sorpreso anche io (per non dire incredulo) quando ho scoperto che a Mantova (non a Gerusalemme o sul Monte Ararat…) è conservato il sangue di Longino! Eppure è lì, almeno questo dice la tradizione. Senza considerare le opere del Mantegna. Bellissime!

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