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Salento: 10 cose che non ti aspetti.

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Il Salento è fatto di gente…

Si, perché il modo migliore per scoprire un paese è proprio quello di addentrarsi nella vita, nella quotidianità, quella fatta di persone e di storie, che siano reali o leggende, purché siano tradizionali, come nel Salento.
Il Salento è una zona della Puglia che va dalla provincia di Lecce, Brindisi fino ad arrivare a toccare una parte di Taranto. La mia fortuna è stata di partecipare ad un Press Tour (Educational Tour), dove ho potuto scoprire ed apprendere molti aspetti legati ai paesi del Salento. Tutto per capire che la Puglia non è solo mare, ma dietro ci sono diversi aspetti culturali che vanno assolutamente assaporati per conoscere a fondo questa terra.

10 cose che non ti aspetti nel Salento.

Inutile dirvi che la lista dovrebbe essere molto più lunga, ma ho voluto mettere in primo piano gli aspetti che più mi hanno colpito, per conoscere insieme il Salento e tutti i suoi paesi. Quindi procederò con il raccontarvi punto per punto le mie visite guidate, tutte accompagnate dalla gente del posto, che ringrazio per la disponibilità e gentilezza, per avermi dedicato il loro sapere.

La Signora Rosanna e la sua pasta fatta in casa.

Rosanna? Che dire di questa signora così simpatica, con la battuta sempre pronta ed un sorriso che contagia. A lei devo la scoperta della cucina tradizionale. Ha deliziato il mio soggiorno in Salento con piatti cucinati secondo la tradizione salentina, cibi sani, di quelli che useremmo definire della nonna o della mamma. Ma veniamo alla sua pasta fatta in casa. Per noi ha preparato l’impasto fatto di farina biologica di grano duro, comprata direttamente presso un’azienda agricola di Vaste. Aggiungendo solo l’acqua si impasta tutto insieme ed ora non resta che creare orecchiette e le sagne, classica pasta tradizionale pugliese. Difficoltà bassa se pensate che ci sono riuscita pure io a modellare alcuni esemplari di orecchiette pugliesi.

Le Statue in cartapesta.

Lo so che Statue si scrive con la s minuscola, ma io ho voluto intenzionalmente evidenziare in questo modo ciò che ho visto, dei veri e propri capolavori artigianali. Presso la bottega del Sig. Antonio Papa ho scoperto delle opere d’arte, legate soprattutto alla tradizione religiosa. Avete presente le statue usate durante le processioni, ricorrenti ai festeggiamenti dei patroni, alla venerazione della Madonna, ecc…

Vi sarete chiesti ma quanto pesano? Ecco che qui scopro che solo le parti scoperte delle statue sono in argilla, mentre il corpo ed i vestiti sono modellati con la cartapesta.
Prima vengono preparate le bozze su carta, approvate e da lì si inizia a lavorare. Questa tradizione nasce nel ‘700 a Napoli, capitale dell’arte, che inizia ad esportare in tutto il mondo statue fatte in legno, ma molto pesanti. Nel leccese si è quindi sviluppata la tecnica della cartapesta, statue grandi ma leggere. Il Signor Antonio insieme al suo socio Giorgio Corvaglia (anche stilista di moda maschile) sono i pochi rimasti nella zona a produrre queste statue, che poi vengono esportate in tutta Italia e all’estero. Se passate per Surano fatevi un giro al Laboratorio d’arte di Antonio Papa, ne rimarrete affascinati come ne sono rimasta io.

Il percorso Megalitico di Giurdignano.

Lo sapete che adoro la storia ed il Salento è fatto anche di storia millenaria, come il percorso Megalitico che si trova nel paese di Giurdignano. Insieme alla guida sono andata a ripercorrere la strada che unisce i Menhir con il Dolmen, il Frantoio Ipogeo ed anche la Cripta Bizantina. Quest’ultima risale all’VIII/X secolo a.C. dove i Monaci ortodossi si nascondevano dalla popolazione che praticava il cristianesimo. Ai tempi erano perseguitati e quindi creavano cripte come questa (se ne trovano molte nel Salento), dove vivere e pregare in clandestinità. Al centro si trova l’altare, dove il sacerdote celebrava la messa ai fedeli che erano a conoscenza di questo luogo. Le raffigurazioni sacre sono ancora visibile ma danneggiate dagli agenti atmosferici.

Si prosegue il tour con un percorso lungo circa 4 Km, per visitare le varie stazioni dei Menhir, un tempo utilizzati come luoghi sacri. Risalenti al 16º secolo a.C. vennero cristianizzati in 3 modi diversi: tramite la costruzione di una Cripta (vedi Menhir di San Paolo), tramite una croce incisa (vedi Menhir Vicinanze 1) o tramite una Chiesa costruita nelle vicinanze. Si prosegue sino ad arrivate al Dolmen Stabile, risalente sempre al 16º secolo a.C. che si trova nel paese di Giuggianello. Questo veniva utilizzato per i riti funebri, dove gli animali venivano sgozzati e lasciati lì come sacrificio.

Infine ho scoperto il Frantoio Ipogeo Trapitello del Duca, costruito nel 1518 sotto terra, senza luce, dove si pensava di trovare la temperatura ideale per la spremitura e la lavorazione delle olive. Sono rimasta sconvolta per la storia legata ai 20 operai che lavoravano a turno, in quanto la produzione non si poteva mai fermare. Uscivano fuori solo 1 volta ogni 2 settimane, vivendo costantemente sotto terra, senza luce e senza alcun contatto con l’esterno.

Uggiano la Chiesa, la città del pane e dell’olio.

Anche Uggiano la Chiesa fa parte del Salento e conta 4.500 abitanti, se uniamo la frazione di Casamassella. Per questo tour ci ha accolto il Sindaco Giuseppe Salvatore Piconese, il quale ci ha raccontato delle feste tradizionali che ogni anno, nel periodo estivo, si svolgono in tutto il paese. Viene nominata la città del pane e dell’olio grazie alla presenza di numerosi Frantoi Ipogei ed antichi granai disseminati in tutto il paese.

Monte Sant’Angelo tra natura e storia.

Il Salento è pieno di attrazioni storiche ma anche di paesaggi naturali come il Monte Sant’Angelo, frazione di Uggiano la Chiesa. Qui si possono effettuare passeggiate tra la natura incontaminata e visitare anche la Cripta di Sant’Angelo risalente al 12º/13° secolo. Il Monte prende il nome di questa cripta perché al suo interno troviamo la raffigurazione dell’Arcangelo Gabriele.

Dimora dei Monaci greci che fuggirono dalle persecuzioni del re per continuare a professare la loro religione. Tutta questa zona é ricca di grotte usate per l’appunto dai monaci per vivere e lavorare indisturbati. Nelle vicinanze troviamo anche il fiume che poi sfocia nel mare di Otranto. La leggenda narra che Carlo Magno, rimasto incantato da questa terra, infilzò la sua spada in una delle rocce di tufo, creando così questo fiume, utile sia per l’agricoltura che per la vita quotidiana della popolazione.

Una piacevole passeggiata, costeggiando la natura ed i cannizzi, piantagioni di canne utili per produrre artigianalmente cesti, contenitori e suppellettili fatti con l’intreccio a mano. Qui sul Monte Sant’Angelo avrete il piacere di conoscere uno degli ulivi secolari che vive indisturbato tra la natura ed il meraviglioso paesaggio, che ne preserva l’esistenza. Se solo potesse parlare, ne avrebbe di cose da raccontarci.

Santa Cesarea Terme, l’osservatorio sul mare.

Non potevo andare in Salento e non vedere il mio amato mare. Così siamo riusciti a fare un salto a Santa Cesarea Terme, località turistica in provincia di Lecce, che ogni anno ospita persone che vengono qui sia per i benefici delle acque termali, sia per godere di un mare meraviglioso. Dalla terrazza che volge sul mare, si può ammirare Villa Sticchi risalente alla fine del 1800, grazie alla richiesta di Giovanni Pasca. Incanta sia per la sua ubicazione sopra il promontorio, sia per la sua architettura.

Le cementine: fatte a mano una ad una.

Questa scoperta proprio non me l’aspettavo. Sono una di quelle arti che non si pensa possano essere ancora in uso, troppo abituati a subire gli effetti dell’industrializzazione. Questa arte di creare mattonelle decorate o in graniglia, arriva con l’esigenza di abbellire i pavimenti delle abitazioni. Per creare una sola mattonella, finita, ci vogliono all’incirca 10 minuti a pezzo e vengono adoperati colori in ossido di ferro ed i divisionali che sono assemblati a seconda della forma o dal disegno che la mattonella deve avere. Ma lo sapete che il materiale usato per la creazione delle mattonelle potrebbe arrivare da diverse parti d’Italia? Come la polvere di marmo di Carrara, il perlato di Sicilia, il marmo di Botticino, le polveri di Verona, di Bergamo, da Pisa, da Benevento e da Siena.

La Marti pavimenti nasce nel 1940, dal nonno del sig. Valerio, senza energia elettrica, con macchine che funzionavano solo con la forza dell’uomo e la pressione dell’acqua. Negli anni dopo la guerra erano le donne che lavoravano in questa azienda, perché considerate più pazienti e con una “mano” migliore per la colorazione delle cementine.

La pizzica, la balliamo insieme?

La pizzica è il ballo tradizionale salentino che nasce da una vecchia usanza delle donne che lavoravano nei campi. Dal culto del tarantismo, si narra che durante il periodo della raccolta del grano, le donne che venivano morse dalla tarantola, poi andavano a ballare davanti alle chiese o luoghi sacri per aiutarle a guarire dal morso velenoso.

Gli Ulivi, se potessero parlare.

Tutta la zona della Puglia è contornata dalla coltivazione degli ulivi. I loro frutti, le olive, vengono lavorate da secoli per creare olio da tavola ma anche olio usato per uso industriale. Avete mai assaggiato l’olio pugliese? E non intendo l’olio venduto nei vari supermercati, ma quello prodotto e venduto nelle varie aziende agricole. Dal colore al sapore è davvero tutta un’altra cosa.

Un sorriso per tutti.

La ricetta delle felicità? Forse penserete al benessere. Ma il benessere di cosa? Economico? Ma che, la ricetta delle felicità sta nelle cose semplici, quelle con il sapore della nonna ed i ricordi di tradizioni passate. Qua nel Salento ho scoperto che le tradizioni non sono state dimenticate, anzi, vengono trasmesse ai giovani per continuare a vivere in modo semplice e naturale. Nonostante la grande industrializzazione e l’avanzare della tecnologia, qui in Puglia si cerca di conservare le tradizioni.

Ma non finisce qui…

Tanto ancora ho da raccontarvi, curiosità e consigli per scoprire un Salento unico. Cosa mangiare ed i posti dove assaggiare le prelibatezze. Conoscete un posto particolare dove dormire in Salento? Io ho davvero una chicca da consigliarvi, qualcosa che davvero non vi aspettate.
Alla prossima…


GUARDA IL MIO VIDEO:

8 Responses
  • Falupe
    Febbraio 19, 2018

    Un Territorio fantastico. Ben riassume lo splendore del nostro Paese: architettura, storia, natura, cucina e tradizioni popolari. Una bella iniziativa 👍

    • Marika
      Febbraio 19, 2018

      Con la gente del posto si riesce a scoprire e capire al meglio il territorio. Una bella iniziativa a cui ho partecipato volentieri e spero di ripeterlo, perché mi ha tanto emozionato 😉

  • panannablogdiviaggi
    Febbraio 19, 2018

    Quante belle cose hai visto… ho una nostalgia del Salento!! Scendiamo tutte le estati, ma quando riusciamo ad andarci fuori stagione ce lo godiamo ancora di più!

    • Marika
      Febbraio 19, 2018

      Visitare i paesi con la gente del posto è stato molto costruttivo ed ho scoperto tante cose meravigliose 😉

  • marina lo blundo
    Febbraio 19, 2018

    Ho partecipato l’estate scorsa ad un educational tour nella Grecìa salentina e per me è stata una scoperta nella scoperta! L’arte, la storia, la commistione tra religione cattolica e rito greco, la cultura greca che è rimasta ancora nel dialetto della zona mi hanno portato in una dimensione che non sapevo neanche che esistesse!

    • Marika
      Febbraio 19, 2018

      Sono queste le cose che ci fanno dire wow e sono legate alla nostra cultura che non conosciamo a fondo ma che dovremmo diffondere per non farla morire 😉

  • Rivogliolabarbie
    Febbraio 20, 2018

    Le premesse ci sono tutte per fare un viaggio unico in Puglia attraverso i tuoi racconti! Le statue in cartapesta sono un vero e proprio inno all’artigianato made in Italy, decisamente da conservare e tutelare!

    • Marika
      Febbraio 20, 2018

      Hai detto giusto, da tutelare. Loro ce la mettono tutta ma ahimè meno giovani seguono queste tradizioni… speriamo non muoiano mai perché sono il nostro orgoglio italiano 😍

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