Destinazione Marte, Exomars!

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Sogniamo viaggi paradisiaci, in posti incontaminati, a stretto contatto con la natura, alla ricerca di nuove culture e tradizioni, un viaggio indimenticabile. C’è chi sogna questo come noi semplici viaggiatori e chi sogna e mette in atto un viaggio alla scoperta di un vero e proprio pianeta, alla ricerca di vita umana o semplicemente di un luogo incontaminato dove l’essere umano possa piantare le radici e allargare gli spazi vitali. Missione Exomars, alla scoperta di Marte.

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La missione Exomars è partita lunedì 14 marzo alle 10:31, ora italiana, dalla base russa di Baikonur, nel Kazakistan. La sonda resterà nell’orbita marziana per 7 lunghi anni insieme al modulo di discesa che porta il nome di  Giovanni Schiapparelli, astronomo italiano. Questo sarà il primo modulo italiano che si poserà su Marte.

Da Malindi, in Kenya, la base dell’Agenzia spaziale italiana, ha seguito passo dopo passo il delicato procedimento della partenza, che determina poi l’effettiva operazione complessa, dove anche la traiettoria per Marte deve essere perfettamente allineata a parametri delicati e scrupolosi. Da Malindi alla Germania, dove è dislocata l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) di Darmstadt, che ha preso il controllo della missione.

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Marte è il quarto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e l’ultimo dei pianeti di tipo terrestre dopo Mercurio, Venere e la Terra. Viene chiamato il Pianeta rosso a causa del suo colore caratteristico dovuto alle grandi quantità di ossido di ferro che lo ricoprono. Il Pianeta è quello che si avvicina di più alla morfologia della Terra anche se le temperature registrate sono piuttosto basse (tra −140 °C e 20 °C). Anche la durata delle giornate sono simili alle nostre, nonostante Marte sia di dimensioni più ridotte.

In questa nuova missione europea, si cercano le tracce di una vita presente o passata, prelevando campioni e analizzandoli immediatamente. Grazie a questa sonda che sarà in comunicazione costante con le basi europee e passo dopo passo esplorerà il suolo, anche producendo fori, scavati fino a 2 metri di profondità.

Detto questo giungiamo alla conclusione che c’è qualcuno ancora più curioso di noi di Cocco on the road, che finora ci siamo limitati ad esplorare le bellezze di questa Terra, della nostra Terra, ricca di meraviglie ancora da scovare. Certo, analizzare e scoprire anche nuovi pianeti può essere di aiuto per svariati studi e per conoscere anche aspetti ancora sconosciuti sulla formazione della nostra Terra.

Ovunque voi siate, Terra o Marte, sempre e comunque Buon viaggio!

 


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